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13/12 2011

Arch. Alberto Apostoli, Wellness Hotel Floor, luce e benessere


IL “WELLNESS HOTEL FLOOR” DI ALBERTO APOSTOLI
Terminata anche DHARA, la SPA del Belfiore Park Hotel
un intero piano dedicato alla medicina e alla cultura ayurvedica.

A maggio dello scorso anno, il Belfiore Park Hotel inaugurava le nuove suite ispirate all’Ayurvedica e
realizzate su disegno dell’architetto Alberto Apostoli. Oggi, nell’elegante struttura ricettiva, situata a
Brenzone sul Lago di Garda, è stato aperto il centro Benessere denominato DHARA che completa così il piano dell’hotel interamente dedicato al benessere. Dhara in sanscrito significa “ciò che è coerente con l’ordine dell’universo”.

Il concept alla base del progetto, come per le suite, si sviluppa a partire dai i tre “Dosha” (Kapha, Pitta e Vata), le energie vitali che, secondo la filosofia Ayurvedica, pervadono tutti i corpi fisici.
I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne
possono derivare; di conseguenza le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri tra di essi. Apostoli ha ricreato questo equilibrio all’interno della spa, bilanciando gli elementi che la compongono attraverso un attento studio degli spazi, delle forme, dei materiali/colori e della luce.
Da sottolineare, in fase di definizione del layout e dei materiali, il contributo del maestro di medicina
Ayurvedica Antonio Ranalli.

Il risultato è la creazione di uno spazio vivo e sensoriale in cui ogni dettaglio costruttivo e materico è
stato disegnato appositamente sfruttando appieno i materiali del territorio, la particolare location e una
sorgente naturale interna emersa in fase di realizzazione dell’hotel stesso qualche anno prima.
Seguendo un caratteristico elemento orizzontale realizzato con canne di bamboo che percorre tutto il
piano dell’hotel fino alla spa, accediamo al centro benessere, “filtrati” da una room socializzante
realizzata per poter creare momenti di cultura a tema, per la lettura di un libro o semplicemente per lo
svago durante le giornate meno soleggiate. E’ questo lo spazio più neutro e contemporaneo.
All’area prettamente spa si accede attraverso un percorso vincolato dalla conformazione della montagna adiacente, su cui l’edificio è fondato, che ospita gli spogliatoi e un piccolo bagno. Elemento finale di questo percorso è un grande ulivo inserito all’interno della struttura durante la fase di costruzione del centro e proveniente dall’adiacente terreno di proprietà dell’hotel.
Elemento principale e autentico fulcro geometrico ed emozionale del centro, è l’importante bacino
d’acqua a sfioro alimentato in continuo da una sorgente naturale le cui acque, utilizzate da Apostoli
quasi come materiale di rivestimento, sgorgano direttamente dalla nuda pietra a spacco del monte Baldo e pervadono gran parte dello spazio. La roccia originale, su cui sono stati costruito l’hotel e il centro benessere, è visibile attraverso un’apertura in pietra posta sull’angolo estremo del bacino stesso.

All’interno del bacino, trova posto una doccia realizzata con un unico elemento di pietra locale e un
particolare percorso Kneipp realizzato con singole vasche sempre in pietra locale. Il bacino taglia in due lo spazio ed è superabile attraverso alcuni elementi in pietra che sembrano galleggiare sull’acqua.
L’illuminazione del bacino è interamente realizzata con led ad immersione posti in funzione della
smaterializzazione dei diversi elementi. Le pareti principali del centro sono rivestite in pietra locale e
posate a secco con una tecnica tipica dell’alto Garda.
Completa il bacino una piscina a sfioro al sale, realizzata in modo tale da comprendere al suo interno
la vasca di compenso. È stata preferita ad una più usuale vasca idromassaggio in funzione di un minor rumore e dei trattamenti eseguiti nelle due salette adiacenti la spa (arredate interamente con arredo indiano originale). L’area è illuminata da un elemento in legno appeso che contribuisce ad aumentare la volumetria dello spazio sovrastante la vasca.
La sauna, altro elemento forte del centro, è realizzata interamente in muratura e si caratterizza per la
grande vetrata e per l’insolito “sbalzo” sul bacino d’acqua. Fortemente voluto dalla proprietà, il legno
utilizzato al suo interno, proviene da ulivi locali il cui profumo rievoca sensazioni legate al paesaggio
lacustre. Due ulivi sono inoltre presenti all’interno del centro quali elementi organici ed evocativi del
territorio. Le pareti interne della sauna sono state trattate con tinteggiature naturali sui colori dell’oro e del rame.
Affiancato alla sauna è stato posto un bagno a vapore (anche questo realizzato interamente in muratura compresa la copertura a botte), rivestito da uno speciale mosaico in resina le cui tessere ricreano “digitalmente” i rami intrecciati di piante di limone. Il pavimento, le panche e il bacino centrale sono realizzati invece in pietra locale.

La zona relax è posizionata alla fine del percorso e offre una magnifica vista del lago posto a pochi
metri dalla stessa. Il pavimento in teak della stanza prosegue all’esterno creando un piccolo plateatico da utilizzarsi come estensione della zona relax in estate. Tutto intorno, roseti, ulivi e palme creano uno
spazio esterno di particolare suggestione e magia soprattutto al tramonto quando il sole scende sulle
montagne sulla sponda del lago opposta.
Su richiesta di clienti particolarmente esigenti, l’intero centro può trasformarsi in una Suite-SPA di coppia attraverso alcuni piccoli accorgimenti tecnici che prevedono, in primis, l’utilizzo della zona relax come stanza da letto.
Apostoli sintetizza così il suo progetto: “un spazio molto omogeneo dal punto di vista estetico ma al
contempo ricco di soluzioni innovative, dettagli realizzati in opera e una cura attenta al rispetto del
territorio combinata ad un approccio culturale particolare. Ho cercato di sfruttare il limitato spazio a
disposizione per emozionare attraverso pochi ma unici oggetti, una combinazione di spazio, materiali e sensorialità. La vicinanza della montagna e del lago hanno contribuito in maniera preponderante all’idea stessa del centro; io ho aiutato a far emergere ciò attraverso una sensibilità progettuale che
semplicemente enfatizzasse la forma della location e la sorpresa discreta generata da invenzioni creative semplici ma originali”.

“Il concetto d’illuminazione è stato studiato con molta accuratezza; soprattutto in relazione all’utilizzo dell’illuminazione dentro l’acqua. Ho voluto eliminare totalmente l’illuminazione diretta, non ci sono fari, non ci sono spot e non si vedono corpi illuminanti. L’illuminazione cerca di enfatizzare le forme e le scelte progettuali e architettoniche. Cerco di utilizzare la luce per meglio tirar fuori dal progetto la sua anima formale. Ciò è evidente in particolar modo nel bacino dove l’illuminazione a led, completamente ad immersione, sembra smaterializzare le pietre che fungono da passaggio sopra l’acqua. È un utilizzo della luce che gratifica molto dal momento in cui il sistema illuminotecnico è in grado di valorizzare a seconda dei diversi momenti della giornata forme e architetture diverse”.

 

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