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6/12 2011

Canto di luce

2766 bambini coinvolti; 1916 disegni già realizzati, di cui 250 trasformati in luminarie. E ancora, un coro composto da circa 1000 alunni.Poi: 169 tra docenti, capi scout, catechisti, responsabili di 11 scuole pubbliche cittadine.

Infine: 12 le associazioni e le parrocchie accreditate, un gruppo di lavoro che ha raccolto più di 50 volontari.

Bastano questi numeri, da primato, a dire della bontà del progetto della Via Lucis. Grazie a questi portatori sani di creatività infatti Modica, teatro naturale del barocco, patrimonio Unesco e culla del cioccolato, nel mese del Natale si trasformerà in una poesia vivente, un luogo baciato dalla luna, immerso nel silenzio, accarezzato dai rintocchi delle campane, esaltato dai versi di Quasimodo e illuminato dai lumi realizzati dagli alunni delle scuole cittadine.
Provate a immaginare: la perla del barocco ibleo dal 10 dicembre al 6 gennaio 2012, si vestirà e si farà addobbare da luminarie uniche, irripetibili, creative, legate all’identità locale. Perché a disegnarle sono stati i bambini delle scuole della città, dopo aver fatto un percorso sul significato e il valore delle tradizioni, legate al Natale.

L’idea nasce infatti nell’ambito di “Nel solco della tradizione”, il progetto lanciato dall’amministrazione comunale modicana (in particolare dall’Assessorato comunale alla Cultura) e gestito dagli istituti della città, dalle associazioni: insomma dalla rete delle agenzie educative che condividono lo scopo di riscoprire e trasmettere alle generazioni del futuro il senso delle proprie radici.

Da qui, il progetto della Via Lucis di Natale, proposto e curato dall’architetto Filippo Cannata, membro dell’Accademia della luce e riconosciuto come uno dei più importanti architetti italiani della luce. “L’idea è quella di superare l’omologazione dell’illuminazione artistica”, dice Cannata “e ripartire dal significato che le luci del Natale hanno qui a Modica, in questa latitudine e longitudine, e come non può essere in nessun altro posto del mondo. Sollecitiamo i bambini con il valore di ciò che appartiene all’identità del contesto in cui vivono. E poi lasciamoli liberi di disegnare: i bambini sono gli unici a poter esprimere quella creatività che agli adulti, prigionieri di mille condizionamenti, è preclusa”.

Una volta realizzati i 1900 e più disegni sono stati raccolti e, seguendo il mero criterio della fattibilità, solo una parte (250 appunto) sono stati trasformati in luminarie, grazie al lavoro dei ragazzi più grandi, a cominciare da quelli del Liceo Artistico, dei genitori, degli artigiani, dei professori che si sono messi a disposizione nei laboratori. Ma tutte le opere dei bambini (ché di vere opere si tratta), la notte del 10 dicembre, verranno proiettati sulle facciate dei palazzi barocchi della città. Quel giorno, grazie al plenilunio, Modica si vestirà di luna e di silenzio.

Prima dell’accensione della Via Lucis, Corso Umberto – il salotto della città – verrà infatti spento e chiuso al traffico. In quest’atmosfera, leggera e rivoluzionaria insieme, sotto la carezza della luna e nel silenzio della piazza, la città vivrà per alcune ore come sospesa, per testimoniare che può esistere un’altra via di avvicinamento al Natale, dove le luci non sono quelle ipertrofiche del consumo e gli unici rumori percepiti sono quelli del respiro e dei passi della gente per strada. A quel punto, le campane del centro storico intoneranno il loro canto (intitolato CHO-Q-LIGHT: uno studio per 9 campanili, scritto da Luisa Boffa) e poi sulla scalinata della Chiesa Madre di San Pietro, toccherà ai mille alunni delle scuole dedicare alla città il loro coro di canti della tradizione.
Ma tutt’intorno a questo cantico, Modica dal 7 dicembre è tutta un bouquet di eventi che si irradieranno dalla figura centrale di Salvatore Quasimodo, per sommare alle poesie rilucenti dei bambini i versi del poeta-padre. Nel centodecimo anniversario della sua nascita, la città indosserà l’abito della celebrazione del suo premio Nobel: con l’omaggio che Dario Fo, altro premio Nobel, renderà al suo nobile predecessore; con l’esposizione permanente dell’ Archivio storico culturale al Palazzo della Cultura di Modica; con il concerto del talento del jazz Stefano Bollani, che apre la stagione del teatro Garibaldi e con il ritratto del poeta realizzato dal maestro Piero Guccione – il più grande cantore degli abbracci tra cielo e mare.
Il tutto per rievocare quei “sentieri velati d’un tratto di eterno”, che sono poi i sentieri dell’anima e di un animo illuminato.

E allora… Sssshhhhh… adesso, fate silenzio. Fuori e dentro di voi. E chiudete gli occhi. Lasciate che il buio li abiti. Vi abiti. E immaginate di essere a Modica… A sognare tutti lo stesso sogno, lo si fa vero…

 

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