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Posted in Arte
11/07 2011

Laurent Fort – LIGHT WAVES

Laurent Fort
LIGHT WAVES

si espande , fluttua , gioca con la forma mai uguale a se stessa …

Esiste un percorso della personale ricerca che è espressione
quasi inconscia di pulsioni creative. Un cammino spesso tortuoso, enigmatico. Come un fil rouge che carmicamente ci conduce verso la realizzazione dell’opera. A ciò
spesso non servono parole, nè scrittura. Il risultato è evanescente e puro, una sorpresa, un evento inatteso.
Laurent Fort, 38enne anche se si direbbe 20enne, ha intrapreso così il proprio percorso che dal suono lo ha portato alla luce. Senza discorsi. Senza forzature.
Dalla città di Nantes dove ha studiato scuola audiovisiva con una specializzazione per studio di registrazione a
Cremona passando per Parigi.

Laurent Fort
Louminous Alchemy

Il primo approccio con l’antiquariato e l’idea di elaborare
speciali remake di mobili provenzali. Poi il fascino dei metalli duttili, plasmabili come il piombo. Ricopre vasi di legno scolpiti in forme plastiche, complementi d’arredo, realizza persino dei giardinetti Zen subito pubblicati da ELLE Decor Italia.
Nel 2005 l’autorevole rivista AD lo nomina young designer of the year.

“Sono molto eclettico, amo l’indagine, materiali sempre diversi che suscitino in me costanti curiosità, gli occhi si
accendono di un’emozione semplice, quasi naif. Mi piace scoprirli nei magazzini delle aziende, spesso inutilizzati o abbandonati,
io li trasformo, do loro una nuova vita. Col fuoco ad esempio ho modificato quasi per caso un legno compatto MDF ed ho ottenuto un effetto a pelle di coccodrillo… incredibile!”.
In seguito lo straordinario lavoro con la luce, dove il design sconfina nell’arte. “Mi ha sempre affascinato la luce,
sopratutto quella artificiale, mi diverte creare effetti inusuali che possano interagire col fruitore, che si possano modificare indefinitamente”. La prima commissione con Solzi Luce di
Cremona per cui realizza Chrysaora un lampadario medusa (da cui prende il nome) composto da migliaia di microsfere di
polistirolo cristallo interamente realizzato a mano.

“Un giorno entrai in un negozio di attrezzature per la sicurezza sul lavoro, per caso notai uno specchio in acrilico.
Lo acquistai con i relativi accessori per l’installazione, ci mancava
solo il palo e poi avrei potuto metterlo in strada!!” ride “Non sapevo esattamente cosa farne dunque lo lasciai lì in studio,
ogni tanto lo guardavo come faccio sempre con gli oggetti che mi interessano, per capirli. Mi venne l’idea di bruciarlo per
deformare la struttura ed illuminarlo con un led. Così nacque Lunar Light forma tonda come il disco lunare, dalla luce
diseguale dei suoi crateri e le loro ombre. La singolarità è non solo dell’idea ma anche del materiale e della sua elaborazione
artigianale, curata in modo speciale per ciascun pezzo prodotto….
è il materiale che mi guida nelle sue reazioni suscitando
un’inesauribile fonte di ispirazioni, mai identiche tra loro e quindi uniche come un’opera d’arte”.
Lo provoco e gli domando “Ma ti spaventa una produzione
industriale? pensi che potrebbe svilire il lato artistico/ artigianale dell’unicità della creazione? Pensa un po’ poi con
la tipica inflessione francese risponde “Ma no, mi piacerebbe confrontarmi anche con questo, provare che un’idea resta valida
e gratificante anche nella serialità industriale…”!

 
Il suo approccio è entusiasta, coraggioso, leggero come la risata di un bimbo. “In questi anni ho acquisito una certa
sicurezza nel rapporto con le aziende, col commerciale, ora so cosa voglio dal mio lavoro, là si parla di fatturati, di costi, io sono un po’ come tutti i creativi puri, negato a questo genere di discorso, a me interessa di più la completezza del segno artistico”.
A seguito del lavoro di Lunar Light l’indagine di Laurent Fort prosegue con Louminous Alchimia schermo
di policarbonato trasparente illuminato da un led su base quadrata. La luce filtra attraverso la fibra sintetica deformata
anche in questo caso dal calore, scomponendosi in macro e microbolle somiglianti ad un guscio di tartaruga. La struttura ha anche qui l’unicità del pezzo originale, poichè il materiale
muta reagendo al calore in modo sempre diverso. Ne consegue un effetto di disegnature riflesse sulle pareti come un quadro di luce che si può allontanare od avvicinare, modificare nella
loro composizione a seconda di come si muova la spirale del led. “Mi interessa esprimere i movimenti dei giochi di luce, il
divertimento che nasce dall’interazione con le forme ed i riflessi”.

Ed è proprio dal fascino che sorge spontanea, inconscia e di antica memoria una ritrovata emozione sui riflessi
dell’acqua: il designer si avvicina all’arte.
“È importante non solo il pezzo di design nella sua caratteristica specificità, ma anche e sopratutto quello che il
pezzo produce: funzionalità e performance”.

Nasce così Poesie D’eau una vera e propria opera di art-design composta da una lente convessa, acqua e luce interagisce col pubblico ad un semplice gesto, toccare l’acqua.
La superficie ondeggia, si muove, crea riflessi di luce.
L’ostacolo della forma è superato dalla materia, diventa un tutt’uno nell’intento ludico e compiaciuto, in quella genialità
che consiste nell’immediatezza e nella semplicità.

Wall Luminous Sculpture
ArtDesign
Alessandro Turci

DASH Magazine

 

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