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Posted in Arte
20/12 2013

Nanda Vigo: Lights forever

La mostra presentata presso la Galleria Allegra Ravizza è un omaggio all’attività artistica di Nanda Vigo degli ultimi cinquant’anni.
La mostra racconta il lavoro di Vigo dai primi anni Sessanta, quando l’artista avviò le proprie ricerche per la realizzazione dei Cronotopi. Queste opere, etimologicamente tempo-spazio, sono concepite da Vigo quali filtri visivi della realtà in cui siamo immersi, intensificandone e spingendone la percezione oltre i limiti del concreto. I materiali che le caratterizzano – il vetro e l’alluminio – provenienti dalla sfera industriale, si oppongono al naturale corso della luce dando luogo a mutazioni e impressioni incerte dello spazio. Partendo dall’esposizione dei celebri Cronotopi, la mostra ripercorre la virtuosa parabola artistica Vigo fino ad arrivare ai lavori più recenti, caratterizzati da un nuovo utilizzo del cristallo nero, che diviene la cornice di un evento luminoso che penetra nell’ambiente ampliando i confini fisici dell’opera.

Nel corso dei cinquant’anni della sua carriera, Nanda Vigo ha affinato la sua padronanza del concetto di luce portando le proprie sperimentazioni sempre più lontano. Già dalle prime creazioni, infatti, la luce e il vetro si palesano come elementi costanti d’indagine affrontati interdisciplinarmente nell’arte, nel design e in architettura.
In mostra saranno presentate, insieme a un corposo nucleo di documenti storici, opere inedite del 1965 venute recentemente alla luce grazie alle ricerche avviate dall’Archivio Nanda Vigo.
Dopo la mostra a Berna del 1965 presso la Galerie Aktuel con Castellani e Bonalumi, Nanda Vigo presenta la sua prima personale in Svizzera.

Biografia
Nanda Vigo è nata a Milano nel 1936. Vive e lavora tra Milano e l’Africa orientale.
Dimostra interesse per l’arte fin dalla tenera età, quando ha occasione di trascorrere del tempo in compagnia di Filippo de Pisis, amico di famiglia, e di osservare le architetture di Giuseppe Terragni da cui – si può azzardare a dire – ha imparato l’attenzione alla luce.
Dopo essersi laureata all’Institut Polytechnique di Lausanne e un importante stage a San Francisco, nel 1959 Vigo apre il proprio studio a Milano. Da quel momento il tema essenziale della sua arte diventa il conflitto/armonia tra luce e spazio, che l’artista utilizza nel proprio lavoro, anche come architetto o designer. Dal 1959 frequenta lo studio di Lucio Fontana prima, e poi si avvicina agli artisti che avevano fondato la galleria Azimut a Milano, Piero Manzoni ed Enrico Castellani. In quel periodo tra i diversi viaggi per le mostre in tutta l’Europa (più di 400 mostre collettive e personali), Vigo conosce gli artisti e i luoghi del movimento ZERO in Germania, Olanda e Francia.
Nel 1959 inizia la progettazione della ZERO house a Milano, terminata solo nel 1962. Tra il 1964 e il 1966 ha partecipato ad almeno tredici mostre ZERO, compresa NUL 65 allo Stedelijk Museum di Amsterdam e ZERO: An Exhibition of European Experimental Art alla Gallery of Modern Art di Washington D.C. Nel 1965 l’artista ha curato la leggendaria mostra ZERO avantgarde nello studio di Lucio Fontana a Milano, con la partecipazione di ben 28 artisti.

Tra il 1965 e il 1968 ha progettato e creato con Gio Ponti la Casa sotto la foglia, a Malo (Vi). Nel 1971 Vigo viene premiata con il New York Award for Industrial Design per il suo sviluppo delle lampade (Lampada Golden Gate) e nello stesso anno progetta e realizza uno dei suoi progetti più spettacolari per la Casa-Museo già di Remo Brindisi a Lido di Spina (Fe).
Nel 1976 ha vinto il 1° Premio St. Gobain per il design del vetro.
Nel 1982 l’artista ha partecipato alla 40a Biennale di Venezia.
Dal 2006, in permanenza al Museo del Design della Triennale, sono presenti i lavori di Vigo.

Nel 2007 ha curato l’allestimento della mostra “Piero Manzoni – Milano et Mitologia” a Palazzo Reale a Milano. Nella sua attività Vigo opera con un rapporto interdisciplianare tra arte, design, architettura, ambiente, è impegnata in molteplici progetti sia nella sua veste di architetto che di designer che di artista. Quello che contraddistingue la sua vivace carriera è l’attenzione e la ricerca dell’Arte, che la spinge ad aprire collaborazioni con i personaggi più significativi del nostro tempo ed a intraprendere sempre progetti volti alla valorizzazione dell’Arte come la mostra ITALIAN ZERO & avantgarde 60’s al MAMM Museum di Mosca.
Dal mese di aprile 2013 alcune opere di Vigo sono presenti nella collezione del Ministero degli Affari Esteri.

 

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