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Posted in Arte, Ecocultura
28/01 2013

THE NUMBER 6


THE NUMBER 6
L’INTERVENTO ARTISTICO

Nel piano di ristrutturazione del Palazzo Valperga Galleani l’arte è in primo piano e fa parte integrante del progetto di recupero. L’incarico di progettare e realizzare un corpus di opere d’arte ad hoc per il palazzo, ma che fossero al tempo stesso godibili dai curiosi, è stato affidato a Richi Ferrero.
L’artista ha ideato un percorso artistico che include il ‘Giardino Verticale’, il ‘Giardino Barocco’, ‘Come se a Torino ci fosse il mare’ e ‘La Maschera’. L’invenzione artistica nasce dal desiderio di reinterpretare la presenza del giardino barocco originale quale citazione dello ‘spazio onirico’, momento di raffinata e rigorosa decorazione dello spazio comune. Il luogo originale non esiste e non può esistere più, ma la sua memoria rinasce, oggi, nella verticalità che dalla corte sale ai tetti per vivere come giardino-citazione sospeso nell’aria.

Il Giardino Verticale e il Giardino Barocco
Utilizzando la luce, Richi Ferrero ha attivato un recupero importante che, avvalendosi della leggerezza delle emissioni luminose, restituisce alla memoria quello che era il segno caratteristico delle aree comuni rappresentate dal giardino ormai scomparso e dal cortile tutt’ora esistente seppur rimaneggiato. Un disegno di pietre e di luce del cortile, realizzato con 748 barre in resina di sassi luminosi e 300 metri di nastro illuminato, ricrea un classico modello barocco, con ciottoli grigi azzurrati e dalle tonalità più calde color sabbia che si abbinano a colori di luce attentamente miscelati. Sopra di essi l’albero, ombra maestra di ogni giardino, è ricostruito in acciaio e sospeso nell’aria, tra il primo e il terzo piano: 520 kg di ferro zincato compongono il tronco e il braccio che lo sostiene. L’albero si sviluppa in altezza per oltre 6 metri con un diametro massimo di 5,30 metri, mentre il braccio di sostegno è lungo 4,30 metri.
Ogni ramo ha una luce e ogni luce cambia colore. I 13 rami principali sono realizzati con 590 kg di tubi in inox, con 78 puntuali luminosi alimentati da 180 alimentatori. Al calare della luce diurna, l’albero illumina la corte ridisegnata con i ciottoli luminosi.
Intorno e sopra l’albero i segni si semplificano, il giardino sale, citato nelle 82 fioriere aromatiche illuminate da 246 led a luce calda e fredda e sospese ai lunghi balconi, a loro volta arricchiti da 230 metri di miniflux di luce calda.
Alla sommità il giardino si apre nella magnificenza dei pensili floreali dialoganti con il cielo: mentre il giorno impone la sua luce naturale, permettendo la crescita di piante e fiori, è ancora un lavoro di illuminazione ad esaltare la poesia di queste aiuole sospese tra terra e cielo, finché l’oscurità ne permette il quotidiano riposo. Il Giardino Verticale si chiude con elementi triangolari, decorati dal verde ricascante, che a sbalzo fanno capolino dalla quadratura alta del palazzo, e aprono al cielo determinando quella liaison indispensabile all’equilibrio formale dell’opera.

‘Come se a Torino ci fosse il mare’
All’interno del palazzo, una straordinaria sorpresa luminosa che rimanda al sogno porta il mare a Torino attraverso un’altra opera di Richi Ferrero. L’ispirazione nasce dall’ingombrante presenza, al centro dello spazio, di una cupola vetrata, attualmente trasparente, che fa da copertura al salone sottostante in uso ad una banca, e che rappresenta il limite delle aree di calpestio private dei quattro alloggi prospicenti l’area. L’opera si compone di due segni, uno vegetale ed uno scultoreo che si relazionano con pertinenza costituendo un unicum di grande fascino. L’intero perimetro della cupola vede la collocazione continua di un arredo vegetale costituito da presenze arboree diversificate sempreverdi. Il segno scultoreo è rappresentato da sette pesci di tre dimensioni differenti, dei quali i più grandi raggiungono un metro di lunghezza. I pesci costruiti in vetroresina opalina sono collocati sulle centine della cupola a diversa altezza: di giorno fanno capolino tra la verzura, mentre di notte si illuminano cambiando colore secondo la programmazione desiderata. La corte si trasforma perciò in fondo marino, abitato da pesci luminosi visibili tra le fronde di una poetica vegetazione corallina.


THE NUMBER 6
IL PROGETTO ARCHITETTONICO

“The Number 6”, il progetto architettonico ideato dallo studio Building Engineering e realizzato da Building S.p.A. nel 2012, è stato concepito per restituire all’antico Palazzo Valperga Galleani di Canelli di Barbaresco, in Via Alfieri 6 nel cuore di Torino, la vocazione intrinseca di dimora prestigiosa ed “edificio da reddito” nobiliare, che durante i secoli XVII e XVIII dettò le trasformazioni più significative ancora oggi leggibili e recuperabili come facies architettonica dell’intera area.
L’edificio realizzato nel 1663 da Maurizio Valperga, e ampliato nel 1781 da Michele Luigi Barberis, ha infatti subito nel corso dei secoli profonde trasformazioni sia nella forma sia nella destinazione d’uso.
Palazzo Valperga Galleani è oggi un immobile dalle molteplici chiavi di lettura: dall’architettura all’arte, dalla moderna funzionalità al benessere. La ristrutturazione, a pochi passi da Piazza San Carlo, ha riguardato una superficie complessiva di circa 6.500 mq comprendente lo stabile di 5 piani più due piani ammezzati. Ospita 36 appartamenti, 36 box auto interrati, una moderna Beauty & SPA a servizio dei condomini (sauna, bagno turco e doccia emozionale) e una palestra attrezzata con tecnologia Tecnogym. Sulle vie prospicienti, Via Alfieri e Via XX Settembre, vi sono 3 unità commerciali oltre al Banco Popolare di Sondrio. I cortili interni sono stati trasformati in vere e proprie opere d’arte luminose attraverso l’installazione permanente di elementi scultorei e ambientazioni curate dall’artista Richi Ferrero.
L’intervento architettonico ha riportato il Palazzo alle sue forme essenziali, impreziosito con impianti, infrastrutture e finiture di lusso capaci di migliorare la funzionalità, senza comprometterne lo storico aspetto originario. Per portare il comfort ai massimi livelli, aumentare la sicurezza e ridurre i costi di gestione aumentandone l’efficienza energetica, il Palazzo è stato dotato della più moderna tecnologia domotica: distribuzione dell’acqua, dell’elettricità, del segnale televisivo/satellitare, riscaldamento e condizionamento, sicurezza, contatti col personale e prenotazioni del centro benessere sono totalmente gestiti e coordinati attraverso una rete di comunicazione informatica interna.
Molta importanza ha rivestito anche l’operazione di restauro degli ambienti tutelati dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Culturali del Piemonte, quali, ad esempio, l’ingresso aulico con le sue volte decorate, le facciate prospicienti di via XX Settembre, via Alfieri e il piano nobile.
L’accurato lavoro di ricerca storica, il restauro con imprese di provata esperienza, il coordinamento e la guida della Soprintendenza stessa hanno ridato nuova vita a capolavori celati da degrado e interventi errati, riportando alla luce colori e materiali sopiti da centinaia di anni.

Il progetto si è sviluppato in 3 fasi principali:
1. realizzazione dei box in un parcheggio interrato di 6 piani con soluzioni tecnologiche d’avanguardia sia nella costruzione che per la gestione e la movimentazione dei veicoli praticamente automatizzata. L’intervento, di alta levatura ingegneristica dovuta alla particolarità del centro storico e all’esigenza di garantire la sicurezza durante la realizzazione e nella fruizione quotidiana, tutelando il fabbricato e le sue preesistenze artistiche, ha consentito di poter abbinare agli appartamenti anche la comodità di una collocazione per l’auto che permettesse di non uscire dal Palazzo;
2. riordino delle facciate interne e recupero dello spazio di corte: la scomparsa del giardino settecentesco e il rimaneggiamento delle facciate interne avevano determinato nel tempo la perdita dello spazio comune altamente suggestivo che caratterizzava l’edificio alle sue origini. L’intervento ha portato uniformità alle facciate, attraverso l’inserimento dei balconi e il recupero dei serramenti esterni originali; il tutto impreziosito dalla valorizzazione della corte interna attraverso l’intervento artistico di Richi Ferrero;
3. restauro degli spazi aulici del piano nobile, provati dal passare del tempo e da interventi non sempre affini e filologici. L’intervento, coordinato con la Sovrintendenza, ha ridonato i colori e le atmosfere del ‘600 restituendogli l’aurea nobile e valorizzando lo Scalone e gli ambienti con i loro affreschi. Anche gli appartamenti hanno subito una rivisitazione degli spazi e un frazionamento atto a adeguarli alle varie esigenze abitative. Realizzati in metrature che vanno dai 60 mq ai 200 mq, sono comunque personalizzabili in base alle necessità degli acquirenti attraverso l’unione di due o più unità; sono caratterizzati da materiali pregiati e arredi esclusivi, da soluzioni distributive che ben si sposano con le moderne esigenze abitative e da dotazioni all’avanguardia nella gestione del comfort interno climatico.
Su via XX Settembre, il Palazzo ospita la filiale di Torino del Banco Popolare di Sondrio (sportelli operativi e Direzione), che ha abbandonato la vecchia sede per trasferirsi nell’estate 2012.

www.thenumber6.it

 

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