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Posted in Formazione
21/12 2010

“ LIGHT AROUND”.

Dal centro alla periferia, dal quadrilatero della moda ai navigli, dai quartieri della movida alle più importanti arterie commerciali, accendendo monumenti storici, cantieri e grattacieli in nuova costruzione, architetture contemporanee, musei, pinacoteche e cortili, attraverso proiezioni, simboli, allestimenti e opere d’arte e design, la città di luce inaugura la seconda edizione del Festival Internazionale della Luce di Milano.

Un appuntamento atteso, dopo il grande successo della prima edizione, che per il 2010 ‘raddoppia’ le opere di luce in città, presentando ai cittadini e ai visitatori 60 allestimenti scenografici di illuminazione. Un Festival che mette in scena l’eccellenza creativa, tra grandi designer e giovani talenti, e l’eccellenza produttiva delle più prestigiose aziende del settore, nazionali e internazionali. Oltre l’effimero, con allestimenti scenografici di luce permanenti, tra cui la Stazione Centrale e il Duomo di Milano, simbolo, nell’accensione spettacolare delle sue vetrate, di questa edizione del Festival e prezioso omaggio alla città per le celebrazioni dei ‘cento anni di luce’, festeggiati nel 2010 dalla Fondazione AEM.

Un evento che parla con la luce della natura, dell’acqua, del verde, del sogno e dello stupore, tra moda, design e creatività in una logica di evento diffuso, accessibile e destinato all’interna collettività. Un Festival che celebra altresì un progresso umano sostenibile, con l’accensione simbolica in città di una torre illuminata a pannelli solari e led, ‘faro di luce del futuro’.
Viene presentato in questa occasione il progetto di Silvio De Ponte “ LIGHT AROUND”.
Il progetto nasce dall’idea di far vivere esternamente il Museo della Scienza e della Tecnologia attraverso la luce. Una luce che è il “prolungamento” del contenitore, una luce “morbida”, confortevole, che illumina un luogo ricco di storia, di scoperte, di invenzioni e di innovazioni. Luce ed edificio si fondono insieme. Non più luce come artificio ma, al contrario, luce come architettura, come messaggio e comunicazione insieme.
Verranno utilizzati due colori di base per un’illuminazione dinamica. Il Rosso legato alla conquista del futuro, il Blu psicologicamente legato al pensiero e al relax.
Segni di luce come metafora del fuoco della lampada “esplodono” dal centro dell’edificio principale.

Il Giallo, concetto dell’espansione e della ricerca del nuovo, e il Bianco soglia di passaggio verso qualcosa di nuovo, completeranno l’illuminazione della facciata.
La luce, in tal modo, diventa messaggio, tangibile e palpabile, diventa materia dell’architettura al pari dei materiali solidi, al pari del marmo e della pietra.

 

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