Made in Italy Home
Posted in Formazione
19/10 2009

LIGHT TALES COMPETITION

LIGHT TALES COMPETITION: I VINCITORI DELLA PRIMA EDIZIONE!

Gianna Batistoni, Basar Erdener e Giorgio Cattano. Menzione speciale a Paolo Portaluri
La prima edizione del Concorso Light Tales ha finalmente i suoi vincitori. Ma – sia detto a premessa – almeno una decina di testi sono entrati nella rosa dei favoriti, a testimoniare il buon livello medio dei componimenti in gara.
Prima assoluta è risultata Gianna Batistoni (Italia), con il racconto dal titolo Albaluna. Basar Erdener (Turchia) si aggiudica il secondo posto, con il suo How I started to see. Terzo un altro italiano, Giorgio Cattano, con Una luce sola.

La giuria ha deciso inoltre di assegnare una menzione speciale a L’incontro di Paolo Portaluri (Italia) per le illustrazioni a tecnica mista realizzate a corredo del testo. Un racconto per immagini, il suo, preceduto da pochi versi. Il riconoscimento va tuttavia all’insieme della sua proposta, nel senso che i versi costituiscono la chiave di lettura (necessaria) della storia che Portaluri suggerisce attraverso la successione di 5 quadri: una figura umana e la sua immagine riflessa, che di tavola in tavola diventa più nitida, una lampadina, una bottiglia… E la luce, soprattutto la luce: quella chiara del giorno, quella della lampadina che si accende, al calar della sera, e infine quella della luna.
È tenero, molto ben scritto e arriva dritto al cuore il racconto di Gianna Batistoni. Albaluna è una bambina fotofobica, “un drappo di seta chiara che il sole ingiallisce e consuma”, “una bambola di carta velina” che la nonna custodisce fra le mura di casa al riparo dalla luce del giorno. Non ha mai visto bambini, Albaluna, e “guardandosi nello specchio si era fatta la strana idea che la razza umana cambiasse colore crescendo, che i bambini fossero piccoli frutti acerbi e che, passato il tempo necessario alla maturazione, anche lei da grande avrebbe avuto lunghi capelli castani…”.
Poi, un giorno, l’incontro casuale con un altro bambino, l’intuizione di un mondo intero, là fuori, il desiderio e la scoperta di un’altra luce possibile. Anche per lei, a cui il giorno è precluso.

Bella storia, sviluppata con garbo e sensibilità, da cui la luce emerge come un dono prezioso.
Diurna o artificiale, reale o metaforica, la luce è vita! E questo messaggio, anche per il modo in cui l’autrice è stata capace di comunicarlo, meritava il primo premio.
Chi ha partecipato al concorso, l’ha fatto per la prospettiva di essere pubblicato e letto. Non c’erano soldi in palio, solo la soddisfazione personale. A titolo poco più che simbolico, tuttavia, Gianna riceverà un oggetto che per gli amanti del design e della luce ha un grande valore: la AJ Table Lamp, prodotta ancora oggi da Louis Poulsen su disegno originale di Arne Jacobsen. La versione da tavolo è dotata di uno schermo inclinabile dalla particolare forma asimmetrica che contraddistingue l’apparecchio e contribuisce a farne un classico senza tempo. Per “illuminare” l’autrice nella scrittura del prossimo racconto!
Il protagonista della storia di Basar Erdener, secondo classificato, ha 28 anni, porta gli occhiali – che non sa dove ha messo, perché ci vede appena – e rischia di arrivare tardi a un incontro di lavoro. A un certo punto della storia, accade che i suoi occhi prendano letteralmente la parola e si ribellino, accusandolo, in una paradossale conversazione, di scaricare ingiustamente su di loro la colpa di difetti di vista che sono in realtà altrove.
“It is your mind that sees, not us. It is your mind”. Concetto ostico da assimilare, fino a che, detto addio alla riunione di lavoro e forse anche alla carriera – l’uomo non comincia a guardarsi intorno e a scoprire alcune cose. “This is the story of how I started to see”, conclude l’autore. E forse avrebbe dovuto scrivere ”to look”, perché è in fondo su questo, sulla profonda differenza che esiste tra il vedere le cose e l’osservarle, comprendendone l’intima natura, che tutto il racconto è impostato. La strada che sceglie Basar è ’arricchimento ulteriore, perché è senza dubbio originale e trasmette in modo divertente un messaggio in realtà serissimo.
Una bambina, un giovane uomo e – sembra quasi fatto apposta – un anziano. Una luce sola, di Giorgio Cattano, parla di un signore presumibilmente un po’ avanti negli anni che in estate resta solo in città. “Al mare ti annoieresti”, gli dice il figlio. E lui non ci rimane nemmeno poi troppo male, gli spiace solo per la nipotina che vede già così poco. Fatto sta che resta l’unico abitante del grande palazzo dove vive, tutti gli altri sono partiti per le vacanze.
Di giorno, quando il sole comincia a filtrare dalle tapparelle e la parete a fianco del letto “s’illumina di tanti frammenti di sole”, è in pace con se stesso: “cento, mille puntini di fuoco vibrano sull’intonaco, sono una finestra su mondi esotici e lontani che vado esplorando di giorno in giorno.
È la magica televisione dei miei sogni”. Ma la notte…, la notte è invece terribile, “il tempo si ferma e non c’è sogno che possa smuoverlo”.
Triste? Nemmeno poi tanto, perché a saperla cercare – ecco la morale positiva che abbiamo creduto di indovinare nei successivi sviluppi della storia – la vita offre sempre una consolazione.

 

COMMENTI DEGLI UTENTI

Non ci sono commenti relativi a questo articolo

Posted in Formazione
4/04 2009

LIGHT TALES COMPETITION

LIGHT TALES COMPETITION
Un concorso letterario sulla luce


Une ville européenne, en 2055… La nuit était déjà là, mais comme d’habitude
personne ne pouvait s’en rendre compte, car la ville entière était baignée dans une
clarté éblouissante. Depuis très longtemps les citadins avaient oublié cette ancienne
expression de nuit et ne se préoccupaient plus du lever du jour ou du coucher du
soleil. Les grandes horloges installées à chaque carrefour suffisaient à renseigner ceux qui souhaitaient savoir si la journée officielle était finie. Et pour les plus curieux, un bref coup d’oeil vers les traits de couleurs pastel qui lacéraient le ciel d’un jaune laiteux, permettait d’identifier facilement cette période d’éclairage artificiel.

Quello che avete letto è l’incipit in lingua
originale di La nuit disparue, immaginifico racconto scritto per il Portale della Luce e Anno Luce da Roger Narboni. Come lighting designer, l’autore non ha bisogno di presentazioni. I suoi progetti, le sue iniziative, il suo approccio particolare alla luce nei suoi risvolti anche sociali parlano per lui. E citiamo ad esempio, per tutti, la recente fondazione dell’associazione Concepteurs Lumière
Sans Frontières (maggiori informazioni, nell’area Lighting Organizations del Portale).

Del Narboni narratore, invece, sapevamo poco o nulla, anche perché un conto è saper descrivere con chiarezza espositiva e bella forma i propri lavori – cosa peraltro non comune… -, altro conto è
cimentarsi in un romanzo breve dove la luce è ancora protagonista, ma di una storia che per funzionare deve avere un inizio, una fine e uno sviluppo coerente che ne renda interessante la lettura. Noi, questi ingredienti, nello scritto di Narboni li abbiamo trovati e così ben dosati da
ritenere di dover proporre il racconto anche all’attenzione dei lettori. E siccome lo consideriamo un regalo, lo pubblicheremo sotto Natale nell’area Dossiers della nostra rivista, che tradizionalmente accoglie i testi più lunghi ed articolati.
L’intento dell’iniziativa è duplice. Da una parte c’è ovviamente l’interesse a diffondere un inedito che segna anche il debutto narrativo di uno dei maggiori lighting designer del panorama
internazionale. Il secondo obiettivo, forse il più ambizioso, è sfruttare il racconto per lanciare una sorta di Concorso Letterario aperto a tutti, ma limitato ai soli racconti che parlino di luce. Non
importa chi sia l’autore, se un lighting designer come Narboni o un professionista comunque affermato nel suo campo o uno studente o un semplice appassionato. E non importa la lunghezza del testo, nè che si presenti come romanzo breve, racconto, pezzo teatrale o composizione
poetica. L’essenziale è che la luce – artificiale, ma non solo – emerga come logica protagonista.

Il Concorso, intitolato semplicemente Light Tales, è promosso dalla Fondazione Targetti ed ha come scopo esclusivo la promozione della cultura della luce. I testi dovranno essere inviati entro
il 31 maggio 2009 alla redazione del Portale della Luce. Le opere saranno giudicate sia per l’originalità e l’interesse dei contenuti che per lo stile espressivo.
Della giuria faranno parte, fra gli altri, Roger Narboni, Stella Targetti, responsabile
della Fondazione Targetti, e Beatrice Santini, direttore del Portale della Luce. I tre testi migliori saranno pubblicati sul Portale della Luce e diffusi attraverso ogni canale ritenuto idoneo alla loro
valorizzazione, a cominciare dalle più importanti riviste di settore. Qualora il livello qualitativo dei componimenti lo consenta, inoltre, sarà realizzata una raccolta dedicata. Quattro le lingue consentite: inglese, italiano, francese e spagnolo.
Giunto alla sua terza edizione, Anno Luce è un vero e proprio libro in cui ogni anno
trovano spazio alcuni dei migliori articoli e interventi d’autore pubblicati sul Portale. La luce vi è trattata con attenzione ai suoi risvolti progettuali, artistici, sociali, culturali ed etici, con l’intento dichiarato di offrire un panorama quanto più possibile completo dell’universo della luce oggi. Inviato gratuitamente ai maggiori progettisti del mondo e, più in generale, a chi si occupa di luce nell’ambito della formazione, dell’arte, della pubblicistica e, naturalmente, dell’industria, Anno Luce ha visto negli anni un incremento sia del numero di pagine che di copie.

Chi volesse partecipare al Concorso Light Tales, può inviare la sua opera a:
Beatrice Santini
Targetti Sankey
Via Pratese, 164
50145 Firenze
b.santini@targetti.it

Il termine per la consegna è il 31 maggio 2009. I lavori non saranno restituiti
La comunicazione dei vincitori avverrà entro il 30 settembre 2009
Tutte le illustrazioni qui riprodotte sono opera di Roger Narboni

 

COMMENTI DEGLI UTENTI

Non ci sono commenti relativi a questo articolo