Accesa per la prima volta il 18 giugno 1901, “risplende” ancora in una caserma dei vigili del fuoco, è la lampadina di Livermore. Regalata alla stazione dei pompieri della cittadina californiana da un benefattore all’inizio del secolo scorso, ancora oggi dopo 110 anni continua a “illuminare”, con la sua luce fioca, il dipartimento e tutta la nazione, che oramai la vede come un simbolo, un esempio da seguire nei momenti difficili, nei periodi di incertezza trascorsi nel secolo scorso.
Realizzata da un azienda dell’Ohio, la Shelby, in concorrenza con Thomas Edison, è un semplice bulbo di vetro soffiato, all’interno del quale vi è uno spesso filamento di carbonio, appeso al soffitto da un filo di 60 centimetri.
Negli ultimi anni in molti si sono chiesti come fosse possibile che una semplicissima lampadina, realizzata nei primi anni del 900, quindi con tecnologie che oggi risultano rudimentali, riuscisse a resistere un secolo, senza mai venir meno al suo dovere.
Si è ipotizzato che il suo basso voltaggio, appena 4 watt, l’assenza di calore intenso, lo spesso filamento di carbonio, la perfetta montatura del bulbo, che garantirebbe il sottovuoto all’interno e il continuo funzionamento, la lampadina centenaria, infatti, non è mai stata sottoposta a shock dello spegnimento e dell’accensione, abbiano permesso una vita longeva al piccolo bulbo di vetro.
Per i pompieri e per la popolazione queste interpretazioni non hanno alcun valore, essi credono nella magia della piccola e resistente lampadina. Questo vuol essere un piccolo omaggio a pochi giorni dal “compleanno” del bulbo centenario; appeso solitario al soffitto, rappresenterebbe la voglia di non arrendersi, la forza di resistere alle piccole e grandi difficoltà della vita e di continuare sempre a fare il proprio dovere, un grande insegnamento per la popolazione di Livermore, dell’America e del mondo intero, offerto da un “illuminato veterano”.